"VISIONE DI

UNA CITTA' SICURA"


“La prima cosa da capire è che l’ordine pubblico nelle strade e sui marciapiedi della città non è mantenuto principalmente dalla polizia, per quanto questa possa essere necessaria: esso è mantenuto soprattutto da una complessa e quasi inconscia rete di controlli spontanei e di norme accettate e fatte osservare dagli abitanti stessi.“

IL CONCETTO DI SICUREZZA URBANA E’ STRETTAMENTE LEGATO ALLA QUALITA’ DELLA VITA:
E’ nelle città che gli effetti della globalizzazione – compresi quelli legati all’insicurezza, alla paura della criminalità e ai cambiamenti delle dinamiche criminali – si manifestano con maggiore visibilità. Questo rappresenta una grande sfida per le città, oggi sempre più alla ricerca di nuovi strumenti per affrontare questo genere di problemi.
• Le città sono i luoghi in cui le persone si incontrano, in cui la vita sociale si manifesta in modo più intenso e complesso, in cui si produce cultura e dove lo sviluppo economico, unito ai progressi della tecnica e della scienza, appare più evidente. Alcune città sono ben gestite, “funzionano bene” e forniscono una buona qualità della vita; altre presentano difficoltà di vario genere: degrado dei centri urbani, inquinamento di vario tipo, problemi sociali e sanitari, alti tassi di disoccupazione e, nondimeno, mancanza di sicurezza.
• Criminalità e senso di insicurezza possono condizionare la vita di una città, così come il funzionamento e l’attrattività di alcune aree urbane. Quando le persone si sentono minacciate, modificano il loro stile di vita e, di conseguenza, il modo in cui utilizzano la città quotidianamente. Le fasce più vulnerabili della popolazione, quali anziani e donne, possono sentirsi particolarmente minacciate, la perdita di libertà che ne consegue diventa un fardello pesante da portare, e la qualità della vita ne risente seriamente.
• I problemi di criminalità che interessano un’ area causano un declino delle attività economiche e un calo di presenze nello spazio pubblico; ne consegue che la sicurezza influisce anche sullo sviluppo economico locale.
• L’insicurezza nelle città è prodotta da una complessa serie di fattori, comprese le condizioni economiche e i problemi sociali, tra i quali rientrano anche il modo in cui le città sono pianificate , illuminate e pulite, progettate e costruite, il modo in cui le persone si identificano nell’ambiente in cui vivono e il modo in cui gli spazi urbani sono curati e gestiti.
• La disposizione e l’organizzazione degli spazi urbani influiscono sul loro livello di sicurezza: possono contribuire a renderli più sicuri, ma possono anche concorrere a farli diventare più pericolosi. Pertanto, una buona o cattiva progettazione contribuisce a rendere una città più o meno sicura.

COSA SI INTENDE PER SICUREZZA URBANA? : Numerose ricerche ed esperienze sul campo hanno dimostrato che, quando i cittadini chiedono più sicurezza, si riferiscono ad un’ampia fascia di fattori che fanno percepire l’ambiente urbano come insicuro e che includono anche il disagio e la paura.
In quest’ottica si possono identificare cinque elementi principali che concorrono a formare la domanda di sicurezza:
1) Il rischio concreto di essere vittima di minacce, aggressioni o altri episodi di violenza (sia a scopo di rapina, che come atti di violenza gratuita);
2) la diffusa rottura dei codici tradizionali di condotta civica (dormire in strada, sputare, urinare in luogo pubblico, mendicare in modo aggressivo, ecc.);
3) la mancanza di “cura” del territorio: manutenzione di parchi e spazi pubblici, pulizia, presenza delle forze dell’ordine e di guardie private, riparazioni dell’arredo urbano;
4) Il senso di insicurezza, fattore disgiunto dall’insicurezza reale, legato a fattori ambientali, quali lo squallore dello spazio urbano, la non chiarezza dei percorsi, la mancanza di vitalità, la scarsa illuminazione, ecc.;
5) La paura e gli altri elementi che l’accompagnano: paura intesa come sentimento soggettivo, non necessariamente legato al rischio, ma connesso a fattori più ampi, spesso lontani rispetto allo specifico luogo nel quale la paura si manifesta.

TRE APPROCCI ALLA SICUREZZA URBANA
Le politiche oggi utilizzate per garantire la sicurezza derivano da tre approcci principali.
1) Il primo approccio è legato al concetto di sicurezza come ordine pubblico, dunque si basa principalmente sulla centralità del controllo, attraverso legge e forze dell’ordine (“law and order”). Le norme regolano i comportamenti dei cittadini e la polizia è chiamata a farle rispettare.
2) Il secondo approccio concentra i suoi sforzi sulla prevenzione della criminalità in senso sociale. Mira cioè a ridurre le condizioni di svantaggio e deprivazione - disoccupazione, carenze di legami familiari, disagio mentale, esclusione - che spesso rappresentano fattori criminogeni o che favoriscono comportamenti antisociali.
3) Il terzo approccio è rivolto alla prevenzione ambientale ed è diretto ad “evitare che un evento criminale si realizzi”. Mira quindi ad agire su tutti gli elementi presenti in un determinato contesto che possono in qualche modo influire sulla possibilità di mettere in atto un comportamento criminale.

SVILUPPO STORICO DELL’APPROCCIO AMBIENTALE ALLA PREVENZIONE DELLA CRIMINALITA’:
Il primo studio sulla relazione tra la struttura dell’ambiente urbano e la sicurezza è stato svolto dall’antropologa Jane Jacobs, nel suo famoso libro “Vita e morte delle grandi città” (Death and Life of Great American Cities), pubblicato nel 1961. Le teorie di Jane Jacobs si possono sintetizzare in due concetti chiave:
1) L’occhio sulla strada (la presenza di attività, di movimento, di edifici con accesso dalla strada, di finestre che “guardano” sulla strada) è il principale elemento di sicurezza;
2) La sicurezza urbana dipende dalla identificazione con il territorio, in quanto una persona protegge e rispetta un luogo che sente come proprio.
Secondo Jane Jacobs, il controllo spontaneo dell’ambiente urbano, esercitato dai suoi abitanti, si realizza soltanto in città vitali, nelle quali le strade sono frequentate giorno e notte, nelle quali gli spazi pubblici sono ben curati e ispirano fiducia e senso di appartenenza: una città fatta di luoghi che i cittadini amano, che identificano come propri e che sono, per questo, pronti a proteggere. Dieci anni dopo la pubblicazione del libro di Jane Jacobs, Oscar Newman, Professore di architettura alla Columbia University, lancia Le linee guida per la pianificazione e la progettazione urbana che si basano su due concetti principali:
1) le persone proteggono il territorio al quale sentono di appartenere (concetto di territorialità);
2) la pianificazione e la progettazione degli spazi urbani possono “sottrarre spazio al crimine”.
Pianificazione e progettazione devono dunque concepire gli spazi urbani in modo da creare e incoraggiare il senso di appartenenza al territorio; devono aver presente quali sono le caratteristiche fisiche (quali l’essere aperto o chiuso, visibile o nascosto, luminoso o buio, accessibile o inaccessibile, pubblico o privato) che favoriscono od ostacolano la possibilità che un evento criminale si realizzi. Questo approccio alla prevenzione della criminalità prende il nome di CPTED (Crime Prevention Through Environmental Design).
ECCO PERCHE’ RISULTANO ESSERE FONDAMENTALI ANCHE L’ILLUMINAZIONE E LA PULIZIA DEL TERRITORIO

IL TECHNICAL REPORT :
è adottato dal Comitato Europeo di Standardizzazione (CEN) sulla Prevenzione della criminalità attraverso la progettazione urbana. Per studiare il tema della prevenzione del crimine negli edifici e negli spazi pubblici è stato istituito uno specifico comitato internazionale, che ha prodotto Standard e Technical Reports relativi alla prevenzione della criminalità attraverso la progettazione degli edifici (residenze, uffici e negozi) e la progettazione urbana. Il Technical Report si basa su due concetti fondamentali:
1) la progettazione urbana ha un impatto sulla criminalità e sulla paura del crimine.
2) i criteri di prevenzione della criminalità si devono applicare ai diversi livelli e alle diverse scale della progettazione: la città nel suo insieme, le infrastrutture, il disegno urbano, gli spazi pubblici, la gestione.
Il documento si rivolge ad architetti, progettisti, committenti e ai soggetti coinvolti in generale (portatori di interesse). Il Technical Report fornisce un’utile struttura di riferimento per affrontare il tema della prevenzione della criminalità nei progetti urbani e definisce un metodo di lavoro per introdurre criteri di sicurezza:
nella riqualificazione di aree esistenti;
nella redazione di nuovi progetti;
nella valutazione dei progetti.

STRATEGIE NELLA PIANIFICAZIONE URBANA: La pianificazione urbana riguarda l’organizzazione dello spazio e la distribuzione delle attività e della popolazione sul territorio. Oggi è generalmente riconosciuto che esiste un legame tra struttura del territorio e criminalità; la pianificazione può quindi dare un contributo alla sicurezza nelle nostre città.
• I criteri di sicurezza dovrebbero essere presi in considerazione fin dalle prime fasi decisionali della pianificazione urbana. I piani strategici, i piani regolatori e i piani attuativi, così come i programmi di riqualificazione urbana e i progetti infrastrutturali incidono, ognuno in maniera specifica, sulla sicurezza urbana.
• Le decisioni di piano, riguardando funzioni, densità e attività, influenzano la vitalità degli spazi pubblici e dunque il livello di coesione sociale e di controllo spontaneo. Le esperienze dimostrano che alcuni modelli urbani possono contribuire alla sicurezza, grazie alla loro capacità di generare un ambiente urbano di qualità, in grado di resistere alla diffusione di fenomeni criminali. All’opposto, alcune caratteristiche, quali la frammentazione urbana, i quartieri monofunzionali , l’isolamento e il degrado, contribuiscono a creare condizioni negative per un ambiente sicuro.

PRENDERE IN CONSIDERAZIONE LE STRUTTURE SOCIALI E FISICHE ESISTENTI:La città è un organismo vivente che ha preso forma negli anni attraverso un processo continuo di auto-regolamentazione. Qualsiasi intervento incide sul suo delicato equilibrio; è quindi necessario valutare con molta attenzione l’inserimento di qualsiasi nuova parte per evitare che si produca una “crisi di rigetto”. E importante che nuovi interventi - di riqualificazione di un’area urbana esistente o di sviluppo di una nuova area- riescano ad inserirsi ed entrare a far parte della struttura urbana complessiva. L’inclusione e la coesione sociale sono obiettivi che devono essere fortemente perseguiti, per prevenire fattori quali isolamento ed esclusione, che portano all’insicurezza e possono diventare un terreno fertile per i fenomeni criminali. I legami sociali e l’integrazione sono altresì importanti per ridurre i potenziali conflitti tra diversi gruppi di residenti e di “utilizzatori” degli spazi urbani, come ad esempio i conflitti tra abitanti originari di un’area e nuovi arrivati. Sono inoltre utili per suscitare negli abitanti un senso di responsabilità di vicinato e per coinvolgerli nella vita locale.

TENERE CONTO DELLE RETI SOCIALI ESISTENTI: Qualsiasi proposta, per un nuovo intervento o per la riqualificazione di un quartiere, deve tenere conto delle reti di relazioni sociali esistenti, generate da scuole, associazioni, attività sportive e luoghi di incontro informali (bar, piazzette, parchi giochi, ecc.). La progettazione deve incoraggiare la socializzazione locale, elemento essenziale per suscitare controllo spontaneo nel vicinato. Tenere in considerazione e promuovere i legami sociali esistenti aiuta inoltre a prevenire l’esclusione di nuovi gruppi che può, al contrario, diventare una ragione di conflitto.

RICHIESTE DELLA POPOLAZIONE LOCALE: Il progetto dovrebbe rispondere alle necessità individuate e alle richieste espresse dalla popolazione locale. Per questo è opportuno istituire un processo decisionale che coinvolga residenti e utenti. La partecipazione, inoltre, accresce il senso di appartenenza alla comunità, che contribuisce a prevenire i comportamenti antisociali (vandalismo, corse con le auto, disturbi notturni, ecc.) e incoraggia a denunciare atti criminali. Le persone infatti rispettano e tendono a proteggere gli spazi cui sentono di appartenere.

EFFETTI SULL’EQUILIBRIO SOCIALE: Dove esiste un mix sociale ben integrato, l’intervento deve prestare attenzione a non alterarlo. Nello sviluppo di un nuovo progetto all’interno di un quartiere esistente, bisogna cercare di ottenere un mix appropriato di diversi abitanti, livelli di reddito, servizi, ecc.

NOTE IMPORTANTI SU ACCESSIBILITA’, TRASPORTI, VITALITA’ DI UNA CITTA’: Una buona accessibilità ed una rete viaria capillare sono essenziali per favorire i flussi di movimento che producono vitalità, sorveglianza spontanea e dunque maggiore sicurezza nelle città. Per garantire la continuità dei movimenti è importante evitare discontinuità nella rete stradale e nei percorsi pedonali.
Fornire buona accessibilità al sistema di trasporto pubblico : Per collegare un nuovo insediamento con l’intera area urbana, è importante assicurare una buona accessibilità al trasporto pubblico. Si deve dunque studiare nel dettaglio l’ubicazione delle fermate, che devono essere vicine ad edifici d’abitazione o ad aree con attività e raggiungibili attraverso percorsi chiari e sicuri, che non attraversino aree prive di controllo spontaneo. italità agli spazi pubblici.
CREARE VITALITA’: Strutture e servizi pubblici (scuole, chiese, campi sportivi, negozi, ecc.) sono particolarmente efficaci nella creazione di vitalità, la loro ubicazione dovrebbe pertanto essere accuratamente pianificata in modo da sfruttare a pieno il loro potenziale in termini di controllo spontaneo. Dovrebbero, inoltre, essere organizzati in modo da promuovere prossimità e socialità, che contribuiscono a combattere fattori quali isolamento e segregazione, che producono insicurezza. La vitalità è infine importante per la coesione e l’inclusione sociale e, dunque, per una potenziale riduzione della criminalità.
PARECCHIA ATTENZIONE VA RIVOLTA ALL’ELIMINAZIONE DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE NEI CONFRONTI DEI PORTATORI DI HANDICAP

Spazi pubblici in aree ad alta densità : La concentrazione delle persone in spazi insufficienti può aumentare il rischio di potenziali conflitti; pertanto gli schemi insediativi nelle aree ad alta densità devono prevedere una dotazione di spazi pubblici adeguata in termini di quantità, localizzazione, qualità e possibili usi. Bisogna prestare attenzione a non creare spazi aperti che possano trasformarsi in terre di nessuno.